

Key Takeaways:
- Non esiste un numero magico di slide valido per qualsiasi presentazione. Non importa quante ne usi, ma come vengono percepite dal pubblico. Il loro numero dovrebbe essere proporzionato alla complessità del contenuto e agli obiettivi della presentazione. Ogni slide deve essere ben organizzata e progettata per facilitare la comprensione, con un focus su un concetto chiaro e facilmente leggibile.
- Le slide ben realizzate aggiungono significato al discorso, lo rendono più chiaro e coinvolgente, senza risultare ridondanti o eccessivamente cariche di informazioni. Puoi anche decidere di usarne tante, l’importante è che queste contribuiscano a mantenere un ritmo dinamico e a sostenere il flusso narrativo.
- Le slide devono essere concepite come parte di una narrazione fluida che accompagna il pubblico dall’introduzione alla conclusione. Un buon flusso narrativo aiuta a mantenere l’attenzione e a guidare il pubblico attraverso i diversi punti della presentazione. Ogni slide dovrebbe avere un ruolo specifico all’interno di questa struttura, contribuendo a rafforzare il messaggio principale senza appesantire l’esperienza. Questo equilibrio tra visuale e contenuto rende la presentazione efficace e memorabile.
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Come adattare il numero di slide alle tue esigenze e creare un flusso narrativo che conquisti il tuo pubblico
Quante slide mi servono davvero
Ecco, questo è il classico momento in cui inizi a sentire il peso della decisione. Un peso bello tosto da sopportare!
È un po’ come cercare di capire quante foto mettere in un album: troppe, e nessuno lo sfoglierà fino alla fine; troppo poche, e perdi i dettagli importanti. Trovare il numero giusto di slide è una vera arte.
Le opinioni?
Beh, sono ovunque e sono tantissime! Te ne sarai accorto, no?
C’è chi dice che bastano cinque slide minimaliste per essere professionale, e chi sostiene che ne servano almeno cinquanta per spiegarsi bene.
E il risultato è che probabilmente, dopo aver letto opinioni su opinioni discordanti tra loro, ora sei più confuso che mai.
less is more. Meno slide, ma usate bene, sono un ottimo punto di inizio per
Il problema è che, anche ascoltando le parole dei guru di livello mondiale, a volte potresti trarre insegnamenti che sono meno universali di quello che sembrano.
Iniziamo proprio da qui.
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La regola di Guy Kawasaki: 10 slide per conquistare il pubblico
Probabilmente conosci di fama, ma se così non fosse rimediamo subito: Guy Kawasaki è una figura di riferimento per la capacità di raccontare e promuovere idee, prodotti e brand in modo coinvolgente, persuasivo e autentico. È considerato un maestro del marketing e ha sviluppato un approccio che va oltre la semplice promozione commerciale, puntando a creare una connessione emotiva e un senso di appartenenza tra le persone e ciò che viene comunicato.
Oggi è un imprenditore di successo e autore di libri che hanno ispirato migliaia di persone a migliorare il modo in cui comunicano.
Insomma, non è l’ultimo arrivato.
regola del 10/20/30
“E cosa sarebbe Maurizio?”.
È semplice. In sostanza, Guy Kawasaki consiglia caldamente che:
-
10 slide
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-
20 minuti
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30
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10 slide
E onestamente, in una certa misura ha ragione: quante volte hai assistito a presentazioni in cui sembrava che lo speaker avesse più slide che idee?
sintesi e chiarezza
È un po’ come andare a teatro e scoprire che la scenografia è più interessante degli attori. Un disastro, insomma.
La regola del 10/20/30, quindi, è un buon punto di partenza per le tue presentazioni, ma, come ogni suggerimento, non va preso troppo alla lettera. Perché una presentazione efficace non è questione di numeri, ma di come le slide lavorano insieme al discorso.
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Non è il numero di slide che conta, ma come le usi
La risposta breve è no. Non c’è un numero magico valido per tutti i casi.
La risposta lunga, però, è più interessante.
Immagina le slide come i mattoni di una casa. Puoi usarne pochi o molti, ma ciò che conta è come li disponi per creare qualcosa di solido e funzionale. La regola di Kawasaki è perfetta per chi tende a costruire “case” troppo cariche e traballanti, ma non è una legge immutabile.
come vengono percepite dal pubblico
Lo stile delle presentazioni della nostra agenzia di design di presentazioni PowerPoint non si basa sulla creazione di un numero fisso e limitato di diapositive. Anzi, spesso usiamo tante slides, ma le progettiamo in modo che siano leggere, concise e facili da seguire. Durante le presentazioni, non ci soffermiamo troppo su una singola diapositiva: le lasciamo scorrere al ritmo del discorso, creando una sinfonia di diapositive fluida, dinamica.
L’obiettivo?
Coinvolgere il pubblico senza mai annoiarlo. Le slide non rubano mai la scena: lavorano in armonia con lo speaker, come una colonna sonora che accompagna un film.
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Il flusso narrativo: la chiave per una presentazione vincente
A questo punto ti starai chiedendo: “Ok Maurizio, il discorso fila, ma come faccio a mettere in pratica questo consiglio?”.
Ottima domanda.
pianificazione. Le slide funzionano solo se fanno parte di un flusso narrativo coerente
“What? So What? Now What?”
Se non lo conosci, ecco come funziona.
Spiega il contesto. Di cosa stai parlando? Qual è il problema o il tema principale? Questa fase serve a catturare l’attenzione del pubblico e a prepararlo per ciò che verrà. Esempio: stai aprendo un pitch per presentare un piano per una startup. Nella prima fase esordisci comunicando il messaggio “Ogni anno, milioni di piccoli negozianti perdono fatturato perché non hanno accesso a strumenti di marketing digitali semplici e accessibili. Molti di loro si affidano ancora al passaparola, ma questo non è più sufficiente nel mondo online.”
- Perché ciò che stai dicendo è importante? Qual è il valore del tuo messaggio? Qui devi convincere il pubblico che vale la pena ascoltarti. È il cuore della tua presentazione, il momento in cui trasformi semplici dati o idee in qualcosa di significativo. Esempio
- E ora? Concludi con una call to action. Cosa vuoi che il pubblico faccia alla fine della presentazione? È il momento in cui lasci un’impressione duratura e spingi il pubblico a passare all’azione. Esempio
Questo schema non solo rende la presentazione più chiara e coinvolgente, ma ti aiuta anche a scegliere il numero ideale di slide per il tuo caso specifico. Ognuna di esse deve rispondere a una di queste tre domande, contribuendo al flusso narrativo e integrandosi con esso in maniera naturale e armonica.
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Non fissarti sulle slide: pensa al messaggio che vuoi trasmettere
Ricapitolando: quante slide servono per una presentazione efficace?
La regola di Guy Kawasaki è un ottimo punto di partenza, ma non è da prendere alla lettera. Puoi usarne 10, 20 o anche 50, purché ognuna di esse aggiunga valore e lavori in armonia con il tuo discorso.
come posso far sì che il mio messaggio sia memorabile?
Le diapositive sono solo uno strumento e, per renderle davvero efficaci nel supportare il tuo messaggio, devono essere create con precisione e rapidità. Ecco perché abbiamo sviluppato MLC PowerPoint Add-In: per automatizzare le attività più ripetitive e permetterti di creare presentazioni straordinarie in meno tempo. Ricorda, non sono le diapositive da sole a rendere efficace una presentazione, ma tu. Le diapositive sono lì per aiutarti, non per sostituirti.
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A presto!
Quante slide inserire in una presentazione: FAQ
Qual è il numero ideale di slide per una presentazione efficace?
Il numero ideale di slide varia in base al contenuto e all’obiettivo della presentazione. Non esiste una regola fissa, ma è importante che ogni slide sia funzionale al messaggio e contribuisca a chiarire il discorso. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione del pubblico evitando di sovraccaricare le slide con troppe informazioni.
Cosa dice la regola del 10/20/30 di Guy Kawasaki?
La regola del 10/20/30 proposta da Guy Kawasaki suggerisce di strutturare una presentazione utilizzando al massimo 10 slide, di non superare i 20 minuti di durata e di scrivere i testi con un font di almeno 30 punti. Questo approccio è pensato per mantenere l’attenzione del pubblico, favorire la sintesi e garantire che le informazioni siano facilmente leggibili e comprese. Si tratta di un metodo utile, ma da non seguire rigidamente, soprattutto per presentazioni orientate a trasmettere messaggi chiari in contesti professionali.
In cosa consiste il modello What?-So What?-Now What?
Il modello “What?-So What?-Now What?” è una struttura narrativa utilizzata per organizzare in modo chiaro ed efficace i contenuti di una presentazione. La prima fase, “What?”, introduce il contesto e presenta il tema o il problema da affrontare. La seconda fase, “So What?”, evidenzia perché l’argomento è importante, sottolineando il valore e il significato del messaggio per il pubblico. Infine, la fase “Now What?” si concentra sulla conclusione, proponendo una call to action o una riflessione che spinga il pubblico ad agire o a considerare il messaggio come rilevante. Questa struttura aiuta a creare un discorso logico, coinvolgente e facilmente comprensibile.
Le illustrazioni sono state prese da Freepik e modificate da MLC Design Team
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